Come dobbiamo comportarci di fronte a un uccello in difficoltà?
Ecco alcuni consigli e alcune buone norme di comportamento da tenere a mente nel caso dovessimo trovarci di fronte a uccelli in difficoltà al di fuori del loro nido.
- PERCHÉ IL RECUPERO DI UN UCCELLO SELVATICO PUÒ ESSERE PERICOLOSO
- QUANDO BISOGNA TENTARE IL RECUPERO DI UN UCCELLO IN DIFFICOLTÀ
- COME PROCEDERE AL RECUPERO DI UN UCCELLO FERITO
- COSA FARE DOPO AVER RECUPERATO UN UCCELLO IN DIFFICOLTÀ
- ATTENZIONE A CANI E GATTI!
- LEGGE SUL DIVIETO DI DETENZIONE DEGLI UCCELLI SELVATICI
- L'IMPORTANZA DI RIVOLGERSI AI CANALI ISTITUZIONALI
PERCHÉ IL RECUPERO DI UN UCCELLO SELVATICO PUÒ ESSERE PERICOLOSO
In Italia ci sono più di 500 specie di uccelli ed è importante saperle riconoscere o rivolgersi nel caso ai più esperti per l’identificazione in caso di ritrovamento; molte specie possono arrecarci danni anche molto seri.
È questo il caso di aironi, tarabusini, nitticore, sgarze ciuffetto e tarabusi, che usano le estensioni del collo e colpi di becco per colpire al volto e in particolare agli occhi. C’è da fare attenzione anche con i rapaci diurni o notturni che, con artigli più o meno possenti a seconda della specie, possono ferirci gravemente.
QUANDO BISOGNA TENTARE IL RECUPERO DI UN UCCELLO IN DIFFICOLTÀ
Fai attenzione: la gran parte dei nidiacei abbandona il nido quando ancora non è perfettamente in grado di volare, ma i genitori continuano comunque a fornire le cure parentali necessarie al fine di renderli completamente autonomi.
Per questo, per capire se un nidiaceo è davvero in difficoltà, è necessario passare qualche minuto (mezz’ora abbondante) a osservare la situazione, senza farsi prendere dalle emozioni e tenendo conto che il benessere di un animale selvatico si realizza in libertà nel proprio habitat, non in una gabbia.
Nel caso di presenza di gatti randagi o di ritrovamento in luoghi trafficati può essere consigliabile spostare il piccolo verso il fitto di una siepe o un luogo più sicuro a poca distanza.
Se l’uccello mostra una di queste problematiche dovremmo immediatamente attrezzarci per recuperarlo:
– ala abbassata;
– movimenti scoordinati;
– difficoltà respiratorie;
– occhi socchiusi con becco aperto;
– presenza di sangue.
Il Caso dei Rondoni
Diversamente da altri piccoli, i rondoni non abbandonano il nido fino a che non sono completamente autosufficienti nel volo.
Un giovane rondone si riconosce perché la lunghezza delle ali non supera mai quella della coda o al massimo si incrociano di poco sopra il dorso.
Se trovate un piccolo di Rondone a terra è consigliabile procedere subito al recupero.
In caso di ritrovamento di un rondone adulto va fatta un’attenta valutazione: presenta dei traumi evidenti? Asimmetria delle ali o ferite sul corpo? In caso affermativo va effettuato il recupero, mentre diversamente si può tentare l’involo lanciandolo delicatamente in un luogo aperto (magari con copertura erbosa) vicino al sito di ritrovamento e vedere se è il grado di riprendere il volo evitando il ricovero.
COME PROCEDERE AL RECUPERO DI UN UCCELLO FERITO
Per procedere al recupero di un uccello ferito o in palese difficoltà, avrai bisogno di una scatola di cartone forata al lato per facilitare il passaggio dell’aria, di un panno (o qualcosa di simile) e di qualche foglio di giornale o carta assorbente.
Prendete poi l’uccello avvolgendolo delicatamente in un panno e ponetelo all’interno della scatola.
Chiudete la scatola e lasciatela in un luogo silenzioso.
Gli animali selvatici soffrono molto lo stress, vanno maneggiati il minimo indispensabile.
COSA FARE DOPO AVER RECUPERATO UN UCCELLO IN DIFFICOLTÀ
Una volta terminata l’operazione di salvataggio e messa in sicurezza chiamate un CRAS (Centro Recupero per Animali Selvatici), che si occuperà della riabilitazione dell’animale.
ATTENZIONE A CANI E GATTI!
Gatti e cani nei paraggi possono essere una fonte di pericolo, per cui si può semplicemente agire confinandoli per qualche tempo.
Recentemente i gatti sono stati riconosciuti come causa di perdita di biodiversità di specie a causa delle loro perfette abilità di predatori.
Un suggerimento da attuare, limitatamente a questo periodo, potrebbe essere quella di munire i gatti di casa con collarini colorati o con campanello in modo che possano rendere nota la loro presenza e ridurre il successo predatorio.
LEGGE SUL DIVIETO DI DETENZIONE DEGLI UCCELLI SELVATICI
È importante ricordare che la detenzione di uccelli selvatici è vietata secondo la legge 157 del 1992, dove viene definita la fauna selvatica come “patrimonio indisponibile dello Stato”.
In aggiunta, gli uccelli sono protetti anche dalla direttiva 79/409 (e sue modifiche) al fine di conservare “tutte le specie di uccelli viventi naturalmente allo stato selvatico nel territorio europeo degli Stati membri”.
Solo i Centri di Recupero possono prendersi cura della fauna selvatica e ricevono dei contributi per farlo.
A Roma è presente un CRAS gestito dalla LIPU a Villa Borghese; in situazioni particolarmente gravi è consigliabile chiamare la Forestale al 1515.
L’IMPORTANZA DI RIVOLGERSI AI CANALI ISTITUZIONALI
Il Centro Veterinario Specialistico, essendo una struttura privata, non si occupa direttamente di selvatici (tranne che per alcune consulenze). È bene quindi sempre passare per i canali istituzionali. Ovviamente quando ci troviamo di fronte a casi di emergenza mettiamo a disposizione le nostre competenze e attrezzature al servizio dei trovatelli. Per far fronte alle spese, però, è necessario che chi si riferisca ad una struttura privata metta in conto di dover sostenere almeno le spese di partenza.




